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Trento
30 luglio | 15:23

Morte di KJ1, Legambiente contro Fugatti: "Dalla Pat incapacità di garantire una convivenza pacifica tra orso e uomo"

Legambiente ricorda le buone pratiche ed esempi virtuosi messi in atto in altri contesti del nostro Paese, come quelli applicati nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ​

Morte di KJ1, Legambiente contro Fugatti: "Dalla Pat incapacità di garantire una convivenza pacifica tra orso e uomo"
di Redazione

TRENTO. L'uccisione di KJ1 “dimostra l'incapacità della  Provincia di Trento nel garantire una convivenza pacifica tra orso e uomo” questo il commento che arriva dal responsabile nazionale biodiversità di Legambiente, Stefano Raimondi che interviene sull’abbattimento in Trentino dell’orsa KJ1 a seguito del decreto firmato dal presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti. 

 

A distanza di pochi mesi dall’abbattimento di M90,  nelle scorse ore è stata uccisa un'altra orsa seguendo lo stesso modus operandi da parte della Pat.  “Anche in questo caso la provincia di Trento aveva la possibilità di scegliere cosa fare nei confronti dell’orso, perché il parere scientifico di Ispra preso sulla base del Pacobace e su cui l’amministrazione ha fatto leva per giustificare la decisione dell’abbattimento, non precludeva la possibilità di agire in maniera differente, evitando di ricorrere alla soppressione dell’esemplare. La continuativa e dissennata rincorsa all'abbattimento degli orsi non solo è una pratica crudele e contro natura ma è anche responsabile di alimentare un clima di paura tra i cittadini e di conflitto tra istituzioni”.
 
Legambiente ricorda le buone pratiche ed esempi virtuosi messi in atto in altri contesti del nostro Paese, come quelli applicati nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dove, oltre a un attento e decennale lavoro di informazione fatto sul territorio, vengono presi provvedimenti puntuali, quali la regolamentazione dei flussi turistici o la chiusura temporanea di alcuni sentieri particolarmente delicati per la presenza dell'orso.
 
“Lanciamo un ulteriore appello al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - che proprio su quest’ultimo caso ha dichiarato come la soppressione dei singoli orsi non sia la soluzione al problema – affinché – spiega Legambiente - vengano applicate azioni preventive non più rinviabili, attraverso un lavoro congiunto e consapevole tra istituzioni, con l’obiettivo di garantire interventi che investano davvero risorse sulla coesistenza tra uomo e animali selvatici”.

 

Un tema che l'associazione ambientalista all'indomani dell'abbattimento in Trentino dell’orso M90, ha ripreso proponendo un decalogo di azioni urgenti e prioritarie che vanno dalla rimozione delle fonti di cibo di natura antropica fino al finanziamento e alla realizzazione di corridoi ecologici, passando per più campagne di informazione e sensibilizzazione tra le comunità locali.

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